Mostra dedicata a Wolfgang Laib

wolfgang laib
wolfgang laib

Al Museo Arte e Cultura (LAC) di Lugano è in corso sino al 7 gennaio 2018 la mostra monografica dedicata a Wolfgang Laib, artista tedesco la cui opera si distingue nel panorama artistico contemporaneo per essenzialità, chiarezza e profondità di pensiero. Sono esposte 50 opere tra sculture, fotografie, disegni e installazioni che esplorano tutti gli ambiti del suo universo creativo.

La rassegna sin dall’inizio coniuga con armonia e semplicità una profonda conoscenza dell’artista di culture e religioni orientali con una riflessione sulle le radici del patrimonio culturale occidentale.

Le fotografie realizzate da Laib durante i suoi viaggi in Europa e in Asia compongono un repertorio di forme che prende nuova vita nei suoi essenziali disegni a pastello. A loro volta i motivi che popolano le opere su carta riecheggiano e si amplificano nelle sculture e installazioni che completano il percorso espositivo secondo un principio di circolarità e ripetizione paradigmatico dell’opera dell’artista.

Nell’ampio spazio espositivo del piano -2 dialogano senza barriere opere rappresentative dell’intero percorso artistico di Laib: dalla Milkstone, scultura essenziale che sposa in un equilibrio perfetto la durezza del marmo alla fluidità del latte presente sin dalle prime esposizioni alle più recenti strutture in legno ricoperte da rilucente lacca birmana (Untitled, 2003); dalla celeberrima sequenza dei Rice Meals (1983) fino all’imponente ziggurat (Es gibt keine Anfang und kein Ende, 1999) in legno e cera d’api che impressiona con la sua mole e il suo intenso profumo. Prezioso fulcro della mostra è l’ampio e luminoso campo di polline di pino, presenza al tempo stesso effimera e grandiosa, che inevitabilmente invita a meditare sulla ciclicità della natura e la precarietà dell’esistenza, celebrandone al contempo la complessità e la ricchezza.

Significativa è l’attitudine con la quale Laib da sempre si confronta con i materiali organici e inorganici che rendono inconfondibili le sue opere: il marmo viene scolpito, la cera viene plasmata e il polline disposto in ordinate composizioni senza la presunzione di attribuire alla materia un nuovo valore, bensì la volontà di essere un tramite che con il suo lavoro rende visibile la bellezza intrinseca ad ogni materiale

Dal 1970 Laib trascorre con la famiglia ogni estate nel sud dell’India e il contatto con lo stile di vita dei piccoli villaggi indiani lo influenzano profondamente. Nel corso della sua carriera ha esposto nei principali musei europei e americani e partecipato a diverse edizioni della Documenta e della Biennale. Nel 2015 ha ricevuto il Premio imperiale per la scultura. (c.t.)