Lo Straniero

Vivo in una giungla
Vivo in una giungla

AVAMPOSTI
TeatroFestival017
LO STRANIERO
15-24 settembre 2017

Inaugurazione al Cortile del Museo Bargello con AMANDA SANDRELLI e un testo sull’immigrazione di LAURA SICIGNANO

Festa d’inaugurazione sul tema LO STRANIERO a Calenzano con ELENA ARVIGO, DANIELA MOROZZI, il testo di CAMUS e il film di VISCONTI con MASTROIANNI

LA CURA, testo di GHERARDO VITALI ROSATI in cui straniera è la MALATTIA che irrompe all’interno di una famiglia

ANDY WARHOL, straniero al suo tempo, è protagonista dello spettacolo originalmente interpretato da IRENE SERINI

I CALENZIANI sono gli stranieri di Calenzano, un progetto per conoscere un nuovo modo di vivere il territorio

QUESTO È IL MIO NOME porta in scena gli stranieri: OGOCHUKWU ANINYE, DJIBRIL CHEICKNA DEMBELE, OUSMANE COULIBALY, EZEKIEL EBHODAGHE, LAMIN SINGHATEH

Alla Limonaia l’incontro fra i festival AVAMPOSTI e INTERCITY con il testo di VIRGINIE THIRION: Un piede in paradiso

STRANIERO per eccellenza a Calenzano fu DON MILANI, celebrato dal DISOBBEDIENTE di EUGENIO NOCCIOLINI e GABRIELE GIAFFREDA, con gli allievi CTF

Il titolo del festival nasce da due suggestioni. La prima relativa al luogo: Calenzano nasce infatti come villaggio fortificato. La seconda relativa all’identità del Teatro Manzoni/Teatro delle Donne. Un teatro dell’area metropolitana fiorentina che ha un ruolo a livello regionale e nazionale, come centro per la drammaturgia contemporanea. Una roccaforte per un certo tipo di teatro, una postazione avanzata, un presidio, un avamposto per il teatro d’innovazione e gli autori contemporanei.

La torre, da sempre simbolo del festival, quest’anno non è la conosciuta, tranquilla, torre del Castello di Calenzano, l’emblema del festival di quest’anno sono due torri della città siriana di Palmira, due torri semidistrutte, due torri simbolo di una realtà inquietante, di una città ferita, di una popolazione in guerra.

Abbiamo scelto di affrontare un tema di attualità, centrale nel dibattito sociale e politico, che solleva problematiche importanti a livello nazionale ed europeo. Ma anche un tema culturale e filosofico di grande rilievo.

Chi è LO STRANIERO? Da vocabolario: l’estraneo, l’esterno, il cittadino di altro paese o altra nazione, cittadino straniero spesso con connotazione ostile, popolazione nemica o comunque avversa, odiata.

Famoso il romanzo “L’étranger”, del 1942 di Albert Camus, scrittore, filosofo, saggista, drammaturgo e attivista francese; da cui venne tratto anche il bellissimo film di Luchino Visconti del 1967 con Marcello Mastroianni (che presenteremo al festival il 16.09).
È ricordato per le tematiche esistenzialiste che affronta: la storia di un delitto assurdo e l’assurdità del vivere, l’indifferenza del mondo.

Lo straniero è anche l’estraneo, colui che non viene compreso, percepito come “normale”, integrato nella società, si dice di persona che è, si pone, fuori dal contesto, che è di natura diversa.

Seguendo questo filo conduttore LO STRANIERO nel nostro festival viene declinato in diverse versioni.

Straniero è il ragazzino pachistano di VIVO IN UNA GIUNGLA, DORMO SULLE SPINE (15.09 Bargello/Firenze), che metterà in crisi la donna avvocato AMANDA SANDRELLI a cui è stato affidato; straniero è il naufrago del racconto di Joseph Conrad “Amy Foster” oggetto di uno studio produttivo AMY (16.09 Teatro Manzoni) a cura di DANIELA MOROZZI; LO STRANIERO di Albert Camus sarà oggetto di una lettura a cura di ELENA ARVIGO (16.09 T. Manzoni); stranieri in quanto immigrati, i richiedenti asilo e rifugiati interpreti di QUESTO È IL MIO NOME (22.09 T. Manzoni), spettacolo vincitore del premio del pubblico al festival teatrale di resistenza 2016 e premio Museo Cervi-Teatro per la Memoria che nasce da una fatica, da un sacrificio pieno di senso, dal “sacrum facere”, fare qualcosa di sacro, come l’incontrarsi con l’altro o il riconoscerne la dignità.

Straniero è il grande artista Andy Warhol, estraneo al suo tempo, nella versione di LAURA SICIGNANO, ANDY WARHOL SUPERSTAR (21.09 T. Manzoni), interpretato originalmente da una donna; estranea è la malattia e spesso anche l’ammalato, imbarazzante, fuori dal contesto, tema affrontato da GHERARDO VITALI ROSATI ne LA CURA (17/18.09 T. Manzoni) con ELENA ARVIGO nel ruolo della protagonista principale.

Estraneo fu Don Milani per i suoi contemporanei e per la chiesa di quel periodo, tanto che venne isolato, relegato sui monti del Mugello a Barbiana.
Nel 50° anniversario dalla morte di Don Milani, Avamposti si chiude con IL DISOBBEDIENTE (23/24.09 T. Manzoni) testo del giovane EUGENIO NOCCIOLINI con GABRIELE GIAFFREDA e i ragazzi della CalenzanoTeatroFormAzione nel ruolo di sei allievi, dedicato al periodo calenzanese di Don Milani che ebbe come primo incarico proprio la chiesa di San Donato.

Nel programma di AVAMPOSTI 2017 vengono presentate prime regionali e nazionali, letture originali, vere e proprie novità o studi di spettacoli ancora in divenire.

L’inaugurazione avverrà in un luogo d’eccezione: il cortile del museo Bargello di Firenze dove presenteremo in prima regionale VIVO IN UNA GIUNGLA, DORMO SULLE SPINE (lo spettacolo ha debuttato al festival di Borgio Verezzi il 6 agosto).

Avamposti è anche il festival che porta il teatro fuori dal teatro, che invade il territorio alla ricerca di altri spazi e altro pubblico, in questo senso vanno le proposte presso il museo Bargello di Firenze, il Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino e la biblioteca comunale Civica di Calenzano.

Maria Cristina Ghelli
direzione artistica
Il Teatro delle Donne

IL TEATRO DELLE DONNE – Centro Nazionale di Drammaturgia
Sede legale: via Canova, 100/2 – 50142 Firenze