Music Festival 2017

Villa Arconati
Villa Arconati

STRETTOIA SUPERATA

Bella, intensa, veloce.

Questa la rotta che il Festival 2017, alla sua nuova prova di adattabilità alle mutate condizioni economiche (e socio-culturali: non sono momenti facili per le proposte culturali), ha saputo seguire.

Agile come una goletta, con sei spettacoli in dieci giorni, il Festival ha saputo veleggiare tra le acclamate e numerose manifestazioni che affollano i cartelloni milanesi, consolidando il suo ruolo che, al di là delle grandi produzioni, lo vede assoluto protagonista di proposte di qualità, meno appariscenti e glamour, in un territorio che non può più essere considerato (e trattato) come semplice periferia.

I dati lo confermano: con due sold out (Marco Paolini e Eugenio Finardi), due quasi-esauriti (“Pensieri e Parole” e Tinariwen) e due trequarti-sala (“Remo Anzovino vs. Roy Paci” e il “Profondo Rosso” dei Simonetti’s Goblin) la proposta complessiva ha superato la migliore delle aspettative.

Anche il ritorno nella “corte dei nobili”, come alle origini, invece che un problema come poteva inizialmente sembrare, ha rappresentato la riconquista di uno spazio pregiato, che ha riposizionato il festival nella sua sede originaria, rafforzando i rapporti con la Fondazione Augusto Rancilio, che gestisce la progettualità della Villa e le sue attività.

Inoltre il nuovo assetto, con tutti i principali servizi così raccolti, ne ha migliorato la funzionalità, mentre la ritrovata dimensione teatrale ha favorito la fruizione delle proposte, del cartellone 2017; implementando il contatto tra pubblico, l’artista e il suo progetto.

Ciò rilancia la possibilità di programmare produzioni che propongano un maggior contenuto, in grado di ricollocare il festival nel suo giusto ruolo di protagonista culturale del territorio, nella grande Milano dell’area metropolitana.