Renato Caruso al Bibendum di Milano

Renato Caruso
Renato Caruso

RENATO CARUSO

MARTEDÌ 11 LUGLIO AL BIBENDUM DI MILANO

Dopo il successo del concerto al Ronchi78 di Milano, martedì 11 luglio il chitarrista e compositore RENATO CARUSO si esibirà dal vivo

al BIBENDUM di Milano. In scaletta, oltre a improvvisazioni e interpretazioni di grandi successi

della musica italiana, RENATO CARUSO eseguirà i brani del suo ultimo album solo guitar “ARAM” e alcune anticipazioni del nuovo

disco in uscita in autunno. Insieme a Renato, accompagnato dal percussionista Sergio Buttigè, sul palco ospiti e amici, tra cui Ylenia

Lucisano, Nunzio Dell’Orco, Mara Bosisio, Adolfo Durante, Arianna Caputo, Alfio Sole e Pietro Baffa.

“ARAM” racchiude 11 composizioni in cui, attraverso il suono delle sole chitarre, Renato Caruso esprime la sua personalità e il suo

universo musicale intraprendendo un viaggio tra le diverse culture del mondo, senza mai tralasciare le proprie influenze d’origine.

L’album, registrato a Brescia da GneRecords e pubblicato da Edizioni Musicaviva e Bollettino Edizioni Musicali, è disponibile nei negozi

tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Questa la tracklist dell’album: “Aram”, “Madame Paris”, “Petilia”,

“Tarantella di Caruso”, “Caos a Milano”, “Ninna nanna d’amore”, “Epicamente”, “Bubbles in my heart”, “Passeggiando con Paco”.

“Relax my mind” e “Super Pablo”.

«La voglia di suonare e far ascoltare a tutti la mia musica è molto forte – racconta Renato Caruso – Durante la serata eseguirò brani

del mio disco “Aram”, poi alcune cover importanti per me, che mi hanno formato come chitarrista e anche un'anticipazione del nuovo

album. “Aram”, il mio primo lavoro da solista, è stato un trampolino di lancio, in cui ho raccolto idee vecchie e nuove, diverse chitarre

e stili. Il nuovo disco avrà sempre il mio stile, “FuJaBoCla”, più generi in uno, o se vogliamo più stili, ma con una differenza

sostanziale: la sola chitarra classica. Non ci saranno, come nel precedente lavoro, chitarre acustiche. La chitarra classica, e di

conseguenza il contatto con la corda in nylon, è lo strumento che ho studiato e amato fin da piccolo. Pino Daniele, Sting, Jimi Hendrix

e Mark Knopfler li ho sempre suonati e studiati sul nylon, per poi passare alle altre chitarre. Non ci saranno le classiche ballate, ma

dei brani in chiave Reggae, Funk, Bossa Nova…forse, se posso, è un modo nuovo di suonare la chitarra classica».

Renato Caruso è un chitarrista, compositore e informatico. Suona pianoforte e chitarra dall’età di sei anni. Ha lavorato cinque anni

presso l’accademia musicale di Ron “Una Città Per Cantare” come docente di chitarra classica, acustica ed elettrica; teoria e solfeggio;

informatica musicale e come responsabile web; per tre anni come responsabile didattica per l’Associazione Arteviva di Cornaredo;

come web designer di interfacce per cartoline digitali per Prosincro (Mario Venuti, Mannarino, Virginio e altri). Renato Caruso si è

esibito con Ron, i Dik Dik, Red Ronnie; ha organizzato stage per Biagio Antonacci e Ornella Vanoni; è stato consulente musicale

Mediaset per la trasmissione “Caduta Libera” di Gerry Scotti su Canale 5. Nel 2015 ha pubblicato il suo primo libro “LA MI RE MI”,

edito da Europa Edizioni, dedicato a Pino Daniele: un breve saggio-discorso sulla musica in cui l’autore esplora alcune questioni

fondamentali, dal mezzo fisico di propagazione del suono alla qualità materiale degli strumenti, dalla diversità delle culture musicali

all’intreccio innovativo con le tecnologie informatiche. Attualmente Renato Caruso è impegnato presso diverse accademie come

docente di chitarra classica, acustica, T&S, informatica musicale e sta lavorando alla pubblicazione di un nuovo libro. Il chitarrista

crotonese è l’inventore di un nuovo genere musicale, il “Fujabocla”, che mescola vari stili musicali, tra cui il funk, il jazz, la bossa nova

e la classica. Renato Caruso è anche compositore e chitarrista per diversi artisti come Ylenia Lucisano, Pietro Baffa, Mara Bosisio e

Adolfo Durante.