LEGGO F PERCHE’…

Il Direttore Marisa Demichei e le 10 lettrici
Il Direttore Marisa Demichei e le 10 lettrici

ECCEZIONALE RISPOSTA DELLE LETTRICI

ALL’INIZIATIVA “LEGGO F PERCHÈ…” LEGATA AI 5 ANNI DEL SETTIMANALE

OLTRE 600 MAIL ARRIVATE IN REDAZIONE

Grande successo per Leggo F perché…, l’originale iniziativa che il settimanale femminile di Cairo Editore ha ideato per il compleanno.

Dal 10 maggio 2017, giorno in cui è stata lanciata l’iniziativa, sono oltre 600 le mail arrivate alla redazione di F, già più di 40 sono uscite finora sui vari numeri del settimanale che, dato il grande successo dell’iniziativa, per tutta l’estate continuerà a dar voce alle proprie lettrici pubblicando quelle più interessanti. Sono arrivate lettere da diverse tipologie di donne, da quelle in carriera alle studentesse.

Chi legge F riconosce al settimanale l’unicità nel panorama dei femminili, che si traduce nel raccontare storie di donne comuni: dalla rubrica “real life” a “donne coraggiose” fino a “grandi donne”, molte si   rispecchiano nelle vite altrui, trovando emozioni e sensazioni che hanno vissuto o che vorrebbero provare.

“Noi e loro: non c’è differenza. E, paradossalmente, è proprio questo che ci rende diverse dagli altri femminili” dichiara il direttore Marisa Deimichei.

Nel numero di F in edicola domani, un servizio dedicato a nuove chance di carriera per le donne: “Forza ragazze! È ora che qualcuna di noi diventi la nuova Steve Jobs”. Con l’intervista a Benedetta Arese Lucini, una delle manager dell’hi-tech più giovani d’Italia.

La giovane manager milanese, classe 1983, che nel 2016 crea un’app che fa l’analisi delle spese e dà idee per risparmiare, racconta a F la rivoluzione del digitale legata al mondo femminile: “L’era del 4.0 è una vera rivoluzione democratica: bastano 100 euro per aprire un sito. E moltissime donne hanno deciso di cogliere questa opportunità. Il lavoro è flessibile consente a molte più donne di entrare nel mercato di lavoro. Il mondo 4.0 premia la meritocrazia ed è un campo dove ci sarà sempre più bisogno di noi e del nostro approccio umanistico. Dobbiamo solo avere il coraggio di credere nelle nostre visioni”.