Alla ricerca del vaccino contro la malaria

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SIMIT – Vaccino contro malaria in Africa: “efficacia parziale, lotta ancora lunga”
” La lotta per la eliminazione della malaria è ancora lunga, ma già rilevanti successi sono stati ottenuti negli ultimi 10 anni con l’impiego di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche”, dichiara il Prof. Francesco Castelli,membro SIMIT

Il primo vaccino contro la malaria sarà utilizzato a partire dal prossimo anno in Ghana, Kenya e Malawi. Il commento del Prof. Francesco Castelli, Clinica di Malattie infettive e tropicali Università degli Studi – Spedali Civili di Brescia e membro SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali:

Alla vigilia della Giornata Mondiale per la Malaria, la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha finalmente comunicato l’atteso annuncio della prossima realizzazione dello studio pilota su larga scala ed in condizioni di vita reale del vaccino anti-malarico RTS,S, attivo nei confronti della specie più letale, il Plasmodium falciparum.

Si tratta di un avvenimento storico in quanto, dopo una lunga strada durata oltre 40 anni, il primo vaccino ad azione antimalarica sarà reso disponibile ai bambini di 5-17 mesi in tre Paesi dell’Africa sub-sahariana (Ghana, Kenya e Malawi) nell’ambito del normale programma di vaccinazione della età infantile, in 4 dosi separate. Questo studio pilota, richiesto proprio dalla OMS per validare i risultati ottenuti nei precedenti studi clinici di fase III condotti da GSK con il supporto della PATH Initiative e della Fondazione Bill & Melinda Gatese e che avevano portato alla approvazione del vaccino Mosquirix (R) da parte della Agenzia Europea del Farmaco (EMA) nel luglio del 2015.

Certamente il vaccino ha dimostrato solo una efficacia parziale – di poco superiore al 32% dopo 4 anni nel prevenire la malaria grave – ma dopo la approvazione della EMA, si ritiene che possa comunque dare un significativo contributo alla diminuzione del numero dei decessi per malaria che ancora oggi ammontano a 429.000 all’anno, prevalentemente nei bambini africani, in attesa che possano essere identificati vaccini dotati di maggior potenza e durabilità.

La lotta per la eliminazione della malaria è ancora lunga, ma già rilevanti successi sono stati ottenuti negli ultimi 10 anni con l’impiego di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche (i farmaci derivati della artemisinina che hanno portato il Premio Nobel alla scienziata cinese Youyou Tu nel 2015) e con l’uso delle zanzariere impregnate e degli insettici ad azione residua, che ha portato alla riduzione del 625 del numero delle morti. L’aggiunta dell’attuale vaccino costituisce un passo importante e segna l’inizio di una nuova era nella strategia di lotta alla infezione malarica.