Rugby – Parisse: “Conquistato il rispetto inglese”.

sergio-parisse
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“Sono stanco di sentire che se qualcosa di nuovo viene fatto dai Wasps o dall’Australia è fantastico, e se lo facciamo noi invece è contro le regole. Oggi eravamo venuti per vincere e sono orgoglioso della prova della squadra, abbiamo giocato secondo le regole e con un impegno incredibile.

Il rugby è anche stimolare le persone, contribuire ai cambiamenti. E’ quello che vogliamo fare anche nel rugby italiano, cambiare le cose, rendere migliore il sistema attorno ai giocatori”.

Il CT azzurro Conor O’Shea è un fiume in piena nella conferenza stampa post-partita e risponde a chi critica la tattica difensiva italiana: “Abbiamo incontrato l’arbitro ieri prima della partita, ci ha spiegato che il sentimento circa l’interpretazione della ruck è cambiato. E’ stata una riunione interessante, ma l’idea di adottare questa strategia difensiva non è nata ieri, ci abbiamo lavorato dall’inizio della settimana. Difendere è voler riconquistare il pallone per giocare, esattamente ciò che abbiamo fatto: è stato molto divertente preparare la partita nel corso della settimana”.

“Non posso essere contento, sono una persona molto competitiva ed oggi abbiamo perso la partita, ma ci sono molte cose positive, penso a Campagnaro ed alla prestazione di Tommaso Allan che ha gestito molto bene le situazioni. Eravamo venuti per giocare e penso che abbiamo conquistato un bel po’ di rispetto là fuori contro la miglior squadra al mondo insieme agli All Blacks” ha concluso il CT.

Capitan Sergio Parisse, in zona mista: “Abbiamo rispettato il nostro piano di gioco e le regole. Penso nessuno si aspettasse questa difesa e abbiamo messo gli inglesi in difficoltà. Non possiamo essere contenti del risultato ma sono soddisfatto della prestazione, tutti hanno dato il massimo. Usciamo a testa alta e continuiamo a lavorare. Gli inglesi volevano darci 70 punti ed invece sino ad un quarto d’ora dalla fine eravamo attaccati alla partita, tanto che per allargare il gap hanno dovuto andare per i pali invece che in touche. Sono segni di rispetto che devono stimolarci a continuare il nostro cammino”