Al Piccolo Teatro Grassi: “Minetti”

Herlitzka -  foto Franco Lannino
Herlitzka – foto Franco Lannino

Dal 31 gennaio al 5 febbraio al Piccolo Teatro Grassi va in scena:
Minetti
Ritratto di un artista da vecchio

Roberto Herlitzka interpreta Bernhard Minetti, il più acclamato attore tedesco di teatro, uno dei grandi in assoluto di questo secolo, un uomo che ha fatto la storia del teatro portando in scena la sua vita e il suo cuore.

Per Bernhard Minetti lo scrittore Thomas Bernhard scrisse un testo apposta, nel quale l’attore, ormai anziano e solitario, trascorre una notte di capodanno in attesa di andare in scena per l’ultima volta nel ruolo di Re Lear.

In un inarrestabile flusso di coscienza, Minetti riflette sulla propria vita e sul senso del teatro, senza risparmiare giudizi caustici e impietosi su una società istupidita e un teatro svuotato di senso.

La teatralità dell’opera si manifesta nell’incessante bisogno dei suoi personaggi di intonare, e ripetere, una radicale contestazione della vita, istruita attraverso una sorta di processo verbale o di fluviale requisitoria che esclude la possibilità di essere inconsapevoli o distratti.

Le parole che Minetti pronuncia contro il teatro, contro il pubblico, contro i direttori di teatro, lo conducono all’unico finale possibile, il più vero, quello attraverso il quale, per una volta, l’attore, può mettere a frutto la micidiale lezione trasmessagli in gioventù dal padre: l’arte di far sparire le persone, supremo compimento dell’arte drammatica.

“Minetti si può leggere come un’imprecazione contro il teatro, o come una contestazione della finzione che coincide con il più limpido omaggio offerto alla sua verità.” Spiega il regista, Roberto Andò. “Se finalmente mi sono deciso a mettere in scena questa pièce lo devo a Roberto Herlitzka, uno dei grandi interpreti del nostro tempo, tra i più congeniali al suo umore. Bernhard non amava il tipo di attore che mediamente incarna questo mestiere, ma era uno spettatore capace di entusiasmarsi quando gli capitava di assistere alla performance di un fuoriclasse, e Minetti rientrava a pieno titolo nella linea e nella forma da lui prediletta. L’attore è per Bernhard l’eroe del fallimento e dell’occasione mancata. Si può anzi dire che Bernhard privilegi il teatro perché vi riconosce qualcosa d’indifendibile, e che lo abbia scelto in quanto è un luogo a perenne rischio di frode. Allo stesso titolo, si può dire che egli abbia amato gli attori in quanto esseri capaci di vivere sino in fondo il rischio, la frustrazione e la prossimità alla follia. Del tipo di attore alla ‘Minetti’, Bernhard amava soprattutto la speciale forma di autoconsapevolezza, per lui lo stato principe, quello che prelude alla pazzia.”